Un computer lento non si butta e non si tiene per principio: si guarda cosa lo rallenta davvero. Spesso bastano un SSD e della memoria per guadagnare tre anni; altre volte l'aggiornamento è solo soldi buttati e conviene sostituire. Vi diciamo quale dei due è, macchina per macchina.

Molte aziende che seguiamo hanno ancora metà del parco su Windows 10 e non se ne sono accorte, perché i computer si accendono e funzionano come prima. È proprio questo il problema: non succede niente, finché non succede.
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Su una macchina sana e non troppo vecchia, questi interventi cambiano la giornata di chi ci lavora. Costano una frazione di un computer nuovo.
È l'intervento che si sente di più, e non c'è nemmeno paragone. Un PC del 2018 che ci mette due minuti ad avviarsi ne impiega quindici secondi. Se una macchina ha ancora un disco meccanico, questo è il primo posto dove guardare.
Sotto gli 8 GB oggi si soffre con qualunque cosa. Se chi ci lavora tiene aperti gestionale, posta e venti schede del browser, sedici gigabyte cambiano il ritmo della giornata più di un processore nuovo.
Ventole intasate e pasta termica secca fanno scaldare il processore, che per difendersi rallenta. Un portatile di quattro anni che si blocca sotto carico spesso ha solo bisogno di essere aperto e pulito.
Su un portatile la batteria è la prima cosa che muore. Si cambia, non si cambia il computer — a patto che il resto della macchina regga ancora.
Anni di programmi installati e mai tolti pesano quanto l'hardware. Una reinstallazione pulita, con i dati riportati sopra, a volte fa più di un componente nuovo.
Se la macchina non ha il TPM 2.0 o ha un processore fuori dall'elenco di Microsoft, nessun aggiornamento la porterà su Windows 11. In quel caso SSD e RAM comprano tempo, non lo risolvono: e ve lo diciamo prima di prendere i vostri soldi.
Sostituire venti computer in un colpo solo è costoso e crea caos. Si parte da un censimento, si dividono le macchine in tre gruppi — si aggiorna, si sostituisce, si tiene — e si procede due o tre alla volta, cominciando da chi soffre di più.
È il momento in cui le cose si perdono davvero. Non è copiare la cartella Documenti: quello lo sanno fare tutti.
Cartelle personali, file lasciati sul desktop, preferiti e password salvate nel browser, dizionari, modelli. Sono le cose che nessuno pensa di segnarsi e che il giorno dopo mancano.
Caselle, archivi storici, firme, regole di smistamento, contatti. Su un archivio di dieci anni un passaggio fatto male si scopre mesi dopo, quando serve una vecchia mail e non c'è.
Gestionale, CAD, firma digitale, programmi verticali comprati anni fa. Prima di spegnere il vecchio computer si verifica di poter riattivare tutto sul nuovo: è il punto in cui un rinnovo si blocca per giorni.
Non trovi la risposta? Chiamaci: rispondiamo in orario di ufficio, dal lunedì al venerdì 9:00–19:00.
Spesso sì, ed è l'intervento con il miglior rapporto fra spesa e risultato che esista. Ma dipende da due cose: se la macchina è sana per il resto, e se regge Windows 11. Se il TPM 2.0 non c'è, l'SSD la rende veloce ma resta un computer che tra poco non potrete più aggiornare: in quel caso ha senso solo come ponte verso la sostituzione, e ve lo diciamo chiaramente prima.
Le strade sono tre, e una la sconsigliamo. Comprare gli aggiornamenti estesi di Microsoft, che costano circa 61 dollari a macchina il primo anno e raddoppiano ogni anno: ha senso come ponte di dodici mesi, non come soluzione. Sostituire la macchina, che è la strada normale. Oppure installare Windows 11 forzando i requisiti, che sconsigliamo: Microsoft ha detto esplicitamente che quei PC potrebbero smettere di ricevere aggiornamenti, e su un computer aziendale è un rischio che non vale la pena.
Molto meno di un computer nuovo: l'aggiornamento di una postazione si misura in decine di euro di componenti più il lavoro, contro le diverse centinaia di una macchina nuova con Windows e programmi. Non pubblichiamo un listino perché dipende da cosa monta la macchina, ma dopo il censimento ricevete un preventivo con una riga per computer, e vedete da soli dove conviene spendere e dove no.
Se il lavoro è programmato, praticamente zero. I computer nuovi li prepariamo in laboratorio prima di portarli, e il travaso dei dati lo facciamo la sera o nel fine settimana. Il vostro collaboratore trova la postazione pronta la mattina dopo. In giornata, con l'ufficio che lavora, servono di norma un paio d'ore per macchina.
Il vecchio disco non lo tocchiamo finché non avete confermato che sul nuovo computer c'è tutto. È la regola più semplice e la più efficace: se manca qualcosa, la fonte originale è ancora lì. Solo dopo la vostra conferma si procede alla cancellazione sicura.
Li ritiriamo noi. I dischi vengono cancellati in modo che i dati non siano più recuperabili — formattare non basta, e un disco rivenduto o buttato con dentro l'archivio dei clienti è un problema serio anche dal punto di vista della privacy. Poi l'apparecchiatura va allo smaltimento RAEE e vi resta l'elenco scritto di cosa è stato ritirato.
Un paio d'ore per guardare tutte le macchine e dirvi, una per una, se conviene aggiornarla o cambiarla. L'elenco che ne esce resta vostro anche se poi non se ne fa nulla.
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