Non serve un reparto di data scientist né un budget da multinazionale. Serve qualcuno che guardi come lavorate davvero, trovi le due o tre cose che vi rubano ore ogni settimana e ci metta lo strumento giusto — con regole chiare su cosa può uscire dall'azienda e cosa no.

Nessuna di queste richiede di rifare i vostri sistemi. Sono attività che già fate ogni giorno, fatte in meno tempo.
La prima bozza di un preventivo, di una lettera o di un capitolato generata partendo dai vostri documenti storici. Voi rileggete e correggete: quello che sparisce è il foglio bianco.
Risposte alle richieste ricorrenti scritte in pochi secondi nel tono della vostra azienda, e riassunti delle conversazioni lunghe per chi rientra dalle ferie.
Interrogare anni di contratti, schede tecniche e verbali facendo una domanda in italiano, invece di aprire cartelle a caso sperando di ricordare il nome del file.
Riunioni, sopralluoghi e telefonate trasformati in un verbale scritto con le decisioni prese e chi deve fare cosa entro quando.
I numeri che estraete ogni mese dal gestionale trasformati in un riepilogo leggibile, senza rifare il foglio di calcolo a mano tutte le volte.
Un assistente addestrato sui vostri manuali che risponde alle domande più frequenti e passa la mano a una persona appena la richiesta esce dal seminato.
Quasi tutti i progetti di intelligenza artificiale in azienda falliscono per un motivo banale: si sceglie prima lo strumento e poi si cerca il problema da dargli. Noi facciamo il contrario. Capita spesso che la conclusione sia lasciare due processi su tre esattamente come sono — e ve lo diciamo.
È la prima domanda che ci fanno tutti, ed è quella giusta. Va risolta prima di attivare qualsiasi strumento, non dopo.
Prima di attivare qualunque strumento verifichiamo dove finiscono i dati, se vengono usati per addestrare modelli di terzi e come si disattiva quella funzione. Nei piani business di norma l'addestramento è già escluso: controlliamo che lo sia davvero.
Dati personali dei clienti, buste paga, progetti riservati, credenziali. Definiamo un elenco esplicito di cosa non va mai dato in pasto a uno strumento di IA, e lo condividiamo con tutti.
Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale si applica per gradi, e nella grande maggioranza delle PMI l'uso ricade nella fascia a rischio minimo. Vi diciamo quali obblighi vi riguardano davvero e quali no.
Non trovi la risposta? Chiamaci: rispondiamo in orario di ufficio, dal lunedì al venerdì 9:00–19:00.
Molto meno di quanto si immagina, perché nella maggior parte dei casi si parte da licenze che avete già: chi usa Microsoft 365 ha buona parte degli strumenti già in casa. La spesa vera non sono le licenze ma il tempo di analisi e di formazione, ed è una spesa che si fa una volta sola. Se dopo l'analisi non troviamo processi che valga la pena cambiare, ve lo diciamo invece di vendervi qualcosa.
No, ed è l'equivoco più diffuso. Servono grandi quantità di dati per addestrare un modello da zero, cosa che nessuna PMI ha motivo di fare. Per gli usi concreti bastano i documenti che già avete: preventivi passati, manuali, contratti, procedure. Anche una ventina di documenti ben scelti sono sufficienti per partire.
Dipende dal piano che si usa, ed è esattamente il motivo per cui questa scelta non va lasciata ai singoli dipendenti. Nei piani gratuiti e personali le conversazioni possono essere usate per migliorare i modelli; nei piani business e nelle versioni integrate in Microsoft 365 questo di norma non avviene. Noi verifichiamo la configurazione, la impostiamo correttamente e ve la lasciamo scritta.
Nelle aziende che seguiamo non è mai successo, e per un motivo pratico: in una PMI ogni persona fa dieci cose diverse, e l'IA ne alleggerisce due o tre. Il rischio concreto oggi è l'opposto: che i dipendenti usino già questi strumenti di nascosto, con account personali e senza regole, incollandoci dentro dati che non dovrebbero uscire. Meglio governare l'uso che far finta che non ci sia.
Dal processo di cui tutti si lamentano. Nella pratica è quasi sempre la scrittura ripetitiva — preventivi, offerte, risposte a richieste che tornano uguali — oppure la ricerca di informazioni dentro archivi cresciuti negli anni. Sono i due casi in cui il tempo risparmiato si vede nella prima settimana, ed è quello che serve perché le persone comincino a fidarsi dello strumento.
Interveniamo in sede a Bologna e in provincia. L'analisi iniziale e la formazione le facciamo volentieri di persona, perché servono a vedere come lavorate; la configurazione e il supporto successivo si fanno in gran parte da remoto.
Un incontro conoscitivo, in azienda o in videochiamata. Guardiamo insieme due o tre processi e vi diciamo dove l'intelligenza artificiale conviene davvero — e dove no.
Rispondiamo in orario di ufficio, dal lunedì al venerdì 9:00–19:00.