In questo momento c'è un bando aperto che copre metà della spesa, fino a diecimila euro, per sicurezza informatica, cloud e intelligenza artificiale. Qui trovi cosa finanzia davvero, cosa il bando esclude per nome, e come ci si arriva senza perdere la finestra.

È il bando più interessante per un'azienda bolognese che vuole mettere a posto la propria informatica: copre metà della spesa, si presenta in una settimana sola e i fondi sono limitati.
Questa è la sintesi che serve per decidere se muoversi. Fa fede il testo pubblicato dalla Camera di commercio: bando e modulistica ufficiali →
Non è una coincidenza fortunata: l'elenco delle tecnologie ammesse coincide quasi per intero con il lavoro che facciamo tutti i giorni.
Firewall gestiti, protezione dal ransomware, autenticazione a più fattori, controllo degli accessi. È la voce che nel bando compare per prima fra quelle che ci riguardano, ed è anche quella di cui le aziende hanno più bisogno.
Sistemi di backup con copia fuori sede, ripristino verificato e un piano scritto per tornare operativi dopo un guasto o un attacco. Il bando la nomina insieme alla sicurezza, nella stessa riga.
Spostare server e archivi dove non dipendono più da una macchina nella stanza accanto, con accessi ordinati e costi prevedibili.
Analisi dei processi, strumenti scelti sul lavoro che fate davvero e regole scritte su quali dati possono uscire. La pagina dedicata la trovate qui.
Far parlare fra loro gestionale, magazzino, CRM e posta, invece di ricopiare gli stessi dati in tre programmi diversi. Nel bando è la lettera k, ed è fra le voci più ricche.
Rilevatori di temperatura e umidità nei magazzini, controllo degli impianti, allarmi che arrivano prima che il danno sia fatto.
Il bando non premia chi ha l'idea migliore: premia chi arriva pronto. La domanda si compila in un pomeriggio, ma solo se il progetto, i preventivi e le firme sono già sistemati. Il momento per muoversi è adesso, non a settembre.
Il quadro nazionale è cambiato parecchio all'inizio del 2026. Ecco dove siamo, senza girarci intorno.
Contributo del Ministero sugli interessi di un finanziamento per l'acquisto di beni strumentali, software e tecnologie digitali compresi. È a sportello, senza scadenza, fino a esaurimento dei 650 milioni stanziati per il 2026-2027. Richiede però un finanziamento bancario o un leasing con un intermediario convenzionato: non è un contributo che si prende da soli.
Dal 1° gennaio 2026 ha sostituito i crediti Transizione 4.0 e 5.0: maggiora il costo deducibile dei beni 4.0 fino al 180%, e resta in vigore fino al 30 settembre 2028. Ma per i beni immateriali il software è agevolato solo se collegato al sito produttivo: i gestionali d'ufficio e gli abbonamenti in cloud restano fuori. Per una fabbrica è ottimo, per uno studio o un ufficio quasi mai.
Non è più possibile accedervi dal 1° gennaio 2026. Chi aveva già prenotato un progetto deve solo completare gli adempimenti e usare il credito in compensazione entro la fine del 2026. Se qualcuno ve la propone oggi come opportunità nuova, ha l'informazione vecchia di un anno.
Non trovi la risposta? Chiamaci: rispondiamo in orario di ufficio, dal lunedì al venerdì 9:00–19:00.
Se siete una micro, piccola o media impresa con sede legale nella circoscrizione della Camera di commercio di Bologna, e l'investimento riguarda la sede o un'unità locale nell'area metropolitana, sì. Servono anche il DURC in regola e i requisiti antimafia, e l'aiuto rientra nel regime de minimis: se negli ultimi tre anni avete già ricevuto altri contributi in de minimis, va verificato quanto plafond vi resta.
Il contributo è il 50% delle spese ammissibili, con un tetto di 10.000 euro per impresa. Perciò il massimo si raggiunge con un progetto da 20.000 euro. C'è anche un pavimento: sotto 5.000 euro di spese ammissibili la domanda non è ricevibile. E i fondi complessivi sono 600.000 euro: quando finiscono, finiscono.
No, ed è l'equivoco che vediamo più spesso. Il bando esclude per nome le «tecnologie informatiche di base» e fa l'elenco: PC, smartphone, tablet, notebook, stampanti non 3D, monitor, sistemi operativi, pacchetti Office. Sono escluse anche i siti web e le spese di SEO e pubblicità online. Il voucher finanzia soluzioni tecnologiche — sicurezza informatica, cloud, intelligenza artificiale, gestionali integrati — non il rinnovo del parco macchine.
Sì, ed è scritta nero su bianco: l'elenco delle tecnologie ammissibili include alla lettera c le «soluzioni di cyber security e business continuity», e alla lettera b il cloud. Attenzione a una distinzione: rientra il progetto che innova, non l'assistenza per mettersi in regola con una norma, che il bando esclude esplicitamente.
La domanda si invia dalla piattaforma ReStart di InfoCamere, con accesso SPID, CNS o CIE, e può trasmetterla anche un intermediario. Ma su un punto il bando non ammette eccezioni: il modulo deve essere firmato digitalmente dal titolare o dal legale rappresentante dell'impresa. Se lo firma un'altra persona la domanda è irricevibile e non c'è modo di sanarla. Da notare che la parcella di chi vi prepara la domanda non è una spesa finanziabile.
No, e preferiamo dirlo. Noi vi aiutiamo con la parte che sappiamo fare: capire quale intervento ha senso, definirlo in modo che rientri fra le tecnologie ammesse e prepararvi preventivi scritti come il bando richiede, con i costi di consulenza separati da quelli di acquisto. La compilazione e l'invio della pratica li segue il vostro commercialista o un'associazione di categoria. C'è anche una regola da conoscere: per le sole voci di consulenza e formazione il bando accetta soltanto fornitori accreditati — Competence Center, Digital Innovation Hub, incubatori certificati, enti di formazione — quindi quella parte va impostata con loro.
Non è la fine del mondo. La Nuova Sabatini è aperta a sportello tutto l'anno e copre anche software e tecnologie digitali, se siete disposti a passare da un finanziamento bancario o un leasing. E la Camera di commercio ripubblica bandi simili con cadenza annuale: se ci si prepara adesso, l'anno prossimo si arriva in tempo. Chiamateci e vediamo cosa ha senso nel vostro caso.
Mezz'ora al telefono basta per capire se avete i requisiti e quale intervento ha senso presentare. Se non rientrate, ve lo diciamo subito invece di farvi perdere settembre.
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